Sabato 24 Giu 2017
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Stage System: METODO TWW

 T.W.W.

Train With & Without (Waves)
 
Gli stages Hawaii Aqui in Italia adottano un “programma speciale" con una didattica evoluta di altissimo livello tecnico, unica in Italia e rara nel mondo surfistico dilettantistico. Il metodo addestrativo speciale è strutturato e plasmato per consentire di imparare velocemente il surf nonostante la rada attività ondosa del mediterraneo, o a chi risiede nelle città lontane dalle località costiere.  
 
Gli stages sviluppano un potente sistema addestrativo su basi tecniche sofisticate. Si articolano in due o sei giorni intensivi, nei quali il surfer struttura lo studio delle tecniche precise e dell’allenamento assiduo in mare con e senza onde, in palesta, e rievocativo a casa (Mental Rehearshal), da cui nasce il motto: "TRAIN ON FLAT & FLY ON ROUGH..." (Allenati quando è piatto e vola quando e mosso!"...). Esigenza questa sentita nelle località internazionali con scarsa frequenza di onde, e tecnicamente adottata da tutti i Trainer e gli atleti di alto livello tecnico sino al WCT (World Contest Tour). 

"Train on flat (Allenati quando è piatto) ...

    
    
  
 
Il metodo “TWW – Train Without & Without (Wave)” è un addestramento sofisticato conosciuto quasi esclusivamente dai Trainers e competitors partecipanti ai contest internazionali. I precursori di questa potente tecnica, mentale e pratica, di allenamento sono alcuni tra i più famosi Big Wave Riders degli anni ’70 / ‘80 come Gerry Lopez, Ken Bradshaw ecc. i quali avevano l’esigenza di auto-addestrarsi in assenza delle grandi onde che arrivavano solo poche volte l’anno.  
 
Negli anni ’80 questo metodo è stato raffinato, evoluto e adottato dai migliori trainers ed atleti ad alti livelli surfistici sino al WCT, senza l’ausilio del quale sarebbe risultato quasi impossibile superare gli avversari di pari livello. 
 
Un principiante, da solo, con il metodo empirico (ossia, "buttati in acqua e fai quello che puoi ogni volta che ci sono le onde") non va da nessuna parte se non dopo tanti tanti anni all’attivo. Ma spesso neppure più di dieci anni di pratica empirica e molti viaggi costosi sull’oceano riescono a fargli raggiungere un buon livello di fluidità, potenza e completezza di manovre, radicalità e stile.  
 
Il Metodo TWW – Train Without & Without (Wave) è straordinariamente efficace sia per i surfisti principianti alle primissime armi, che per quelli avanzati o esperti, con le dovute differenze delle tecniche applicate. In Italia, purtroppo, non esiste una cultura surfistica matura, e pochi sono a conoscenza di queste tecniche addestrative, e ancor meno percorrono questa via maestra per l’apprendimento.  
 
 Fly on rough! (vola quando e mosso!) ...
 
     
       
 
 
Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ma chi è stufo di piangere sulle spume e brama di volare leggero sulle pareti lisce e cristalline sappia che è possibile in brevissimo tempo, ma nulla è privo di uno sforzo, tutto richiede intelligenza e spirito di abnegazione. Ed il primo sforzo inizia proprio qui, tra queste righe scritte, concentrandovi a leggere questo testo e sforzandovi di “provare a capire”.  Ma chi capisce ha già vinto da se. Io posso solo spiegare, il resto, il “processo attivo mentale e fisico” (ossia capire e fare), dipenderà solo da voi.  
 
I criteri concettuali del TWW sono semplici, niente paura, è facile da capire, ma dovete fare la fatica di leggere lentamente, sino in fondo, ed aprire la mente.
 
Cosa ne pensate se un tizio pretendesse di imparare il pugilato, senza sapere neppure come si allacciano i guantoni? E le prime 30 / 50 volte montasse sul ring con un pugile professionale che mena fisso all'impazzata come un toro scatenato senza fermarsi? Cosa potrebbe imparare? Nulla!!!! Non è vero?  Imparerebbe solamente a tirare pugni a casaccio, oltre a capire che il pugilato è faticoso, difficile da imparare e facile farsi del male. Non imparerebbe niente altro che questo. Dopo un anno di questo tipo di pratica empirica, avrebbe solo coscienza delle difficoltà,  ma sarebbe ancora tecnicamente a ZERO. Sappiamo tutti  benissimo che un surfista iniziante, dopo un anno da autodidatta, cioè con circa 30 / 50 session attive in mare, annaspa e basta, e annasperà ancora per i prossimi 5 / 6 anni, e spesso molti di più.  
 
Al contrario che ne dite se quello stesso tizio le prime 30 / 50 volte, invece di montare sul ring col pugile impazzito, decidesse di studiare le tecniche di difesa e di attacco e le provasse ripetutamente sul ring senza il pugile? Che ne pensate? Quando monterà col pugile saprà schivare qualche colpo e portarne qualcuno a sua volta? Sicuramente si!!! Anche se mal schivato e mal portato, ma lo saprà fare, ed ecco che  l'allenamento inizia ad essere proficuo e produttivo, e l’allievo è sulla via veloce dell’apprendimento delle tecniche.  
 
Il pugile sono le onde, ovvio, e il ring è il mare.  
Se ci alleniamo settimanalmente alle tecniche surfistiche precise, con mare piatto, e/o in palestra e casa, otteniamo tre grandissimi vantaggi:  
 
1 - Possiamo allenarci con assiduità e costanza alle tecniche, ai movimenti, ed alla visualizzazione dell'avversario. Cosa questa impossibile (ossia la costanza e l'assiduità) se attendiamo solo i rari momenti di mare attivo. Come con i katà. Un karateka si allena alle tecniche, ed ai movimenti, con un avversario immaginario. Può farlo mille volte al giorno, questa è la sua più potente tecnica addestrativa.  
 
2 - Quando arriverà l'avversario (le onde), conosceremo a menadito movimenti e tecniche, che eseguiremo ora istintivamente (avendole ripetute mille volte), e sapremo come difenderci ed attaccare, e finalmente potremo sperimentare le nostre basi tecniche (apprese in modo sensato e proficuo durante gli allenamenti con mare piatto e in palestra). Questo criterio sensato è normalmente utilizzato per l'insegnamento di tutte le discipline sportive, non si capisce perchè "solo" con il surf dovremmo imparare senza metodo. Per apprendere il surf è necessario adottare lo stesso identico principio utilizzato per glia ltri sport. Ci si allena e ci si prepara, prima che arrivino le onde, prima di fare l'incontro tanto atteso sul ring con il pugile. Si impara ripetitivamente e propedeuticamente con mare piatto (ring vuoto), come in qualsiasi altra disciplina, e poi si applica attivamente, e si metabolizza quanto appreso, sperimentando insieme all'avversario, le onde (o il pugile). Queste sono le due fasi dell'allenamento imprescindibili. Saltare la prima fase, ossia l'allenamento alle tecniche con mare piatto e in palestra, significa rallentare di anni e anni l'apprendimento del surf, e spesso convincersi (erroneamente) di non essere particolarmente “portati” per questo sport, pur amandolo con tutto il cuore.  
 
3 - Usando questo metodo di allenamento cosapevole e preciso scavalliamo tutte le principali problematiche surfistiche in una sola stagione invernale. In un anno di surf, ossia in 30 / 50 session attive, raggiungiamo un grado di preparazione ed un livello surfistico altrimenti raggiungibile almeno in un sestuplo del tempo, o spesso anche più. Perchè sprecare anni e anni? Perchè sciupare le proprie potenzialità ed entrare nel ginepraio delle frustrazioni? Allenarsi con criterio significa avvicinarsi alla meta giorno dopo giorno a grandi passi.  
 
                 
 (Spartaco e Fabio Silva, WCT competitor)           (Spartaco e Alcione Silva, Camp.Mondiale 1998)
 
 
Il TWW è viene applicato ad uno stage serio, di alto livello didattico ed intensivo, garantendo all'allievo di acquisire un metodo preciso da seguire nel tempo strutturato con tutte le nozioni teoriche e tecniche in aula e in mare (che nessuno insegna, e spesso neppure conosce) di cui ha bisogno per allenarsi assiduamente durante l'anno.  
 
Non c'è altro modo, ove scarseggiano le onde, per imparare più velocemente il surf, se non quello di studiare e applicare pedestremente e ripetitivamente, con mare piatto e in palestra (ed ogni volta che ci sono le onde ovviamente) quanto studiato e appreso durate lo stage.  
 
Non tutti capiranno o accetteranno di buon grado quel che sto dicendo (per pigrizia mentale, o stupidi pregiudizi di costume), ma chi lo farà avrà la certezza assoluta di abbreviare mostruosamente i tempi di apprendimento e soprattutto di superare velocemente la prima fase frustrante e pesante del surfista alle prime e seconde armi (iniziante e principiante) arrivando molto rapidamente alla una fase godibile e matura (intermedio / avanzato), senza transitare nei bui anni dei lenti e scarsi progressi. 
 Buone onde…
Aloha,
 
 
 
 
 

 

 
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