Mercoledì 18 Ott 2017
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Fast Trainer SurfBoards: SCEGLIERE LA TAVOLA GIUSTA
 
Determinare la tavola giusta, se per tavola intendiamo uno strumento amico, che ci guidi con amore e piacevolezza nel ginepraio dell’apprendimento corretto e veloce del surf, non è cosa semplice.

I parametri di forma delle linee curve della tavola sono tanti: bottom, deck, rail, edge, nose, tail, template, foil, rocker, kick, fins, e tutti da miscelare omogeneamente tra loro con estrema cognizione di causa/effetto, per ottenere un risultato finale preciso ed in sintonia armonica con le esigenze del surfista.
 
 
     Ma questi parametri di forma sono come dire ad un pittore di colorare, ad esempio, un dato oggetto di colore rosso, senza indicargli quale tonalità esatta di rosso utilizzare. Se prendiamo la scala dei colori Pantone troviamo un centinaio di tonalità diverse di rosso, ed usando un rosso vinaccia (quello scuro della bandiera della Roma per intenderci) al posto di un rosso fragola (quello vivo della bandiera italiana), il risultato finale è completamente diverso, ecco il problema. Quando ad esempio indichiamo ad un shaper i vari parametri di forma da realizzare (posto che il committente sia in grado di indicarglieli) quale rocker o foil, piuttosto che template o bottom, o rail e edge ecc. ecc. realizzerà tra i mille diversi realizzabili?

     Altrettanto succede a riguardo delle misure dimensionali della tavola, è come dire ad uno scultore di realizzare una statua all’interno di un blocco di marmo di determinate grandezze ad esempio: di piedi 6" - 12.1/2 - 20 - 2.1/2 - 15. Queste misure (che sono le stesse di una tavola fish ad esempio) non definiscono però che tipo di statua dovrà scolpire all’interno di queste benedette misure. Per farvi capire, la figura che andrà a realizzare all'interno di queste misure vogliamo che sia sorridente o triste, e quanto sorridente o quanto triste tra le mille variabili possibili di un sorriso, e poi dovrà avere le braccia conserte e le gambe tese, o le braccia tese e le gambe accavallate? e quanto tese o accavallate e così via nel miliardo di variabili possibili per ogni singlo parametro. Dobbiamo renderci conto dunque che quando indichiamo le misure di una tavola non abbiamo indicato proprio nulla di come questa tavola surferà! Salvo identificarne la sua altezza in un rapporto più o meno omogeneo con la relativa larghezza, e spessore. Un po' pochino non vi pare? Infatti le linee idrodinamiche per ogni singolo parametro di linea (bottom deack, rocker, nose, tail, rail, edge, ecc.ecc.) realizzabili all’interno delle misure del blocco di poliuretano, saranno infinite e saranno queste, e solo queste, a detreminare la tipologia di tavola che ne verrà fuori, e come questa reagirà in acqua.
 

 

 

      Ecco il punto: con le stesse identiche misure (per esempio quelle del fish di cui sopra), si possono realizzare infinite tavole diverse, con caratteristiche completamente diverse tra loro, nonostante all'occhio del comune surfista sembrino simili o identiche.

     Per avere un'idea della complessità di trovare la tavola giusta, se dessimo le stesse identiche misure e caratteristiche costruttive a dieci shaper diversi, il risultato sarebbe quello di avere dieci tavole completamente diverse, pur avendo ogni shaper rispettato le misure e le caratteristiche richieste. Ed il risultato finale non ci darebbe comunque la garanzia che una di queste dieci tavole soddisferà appieno le nostre esigenze. La stessa identica cosa accadrebbe se commissionassimo dieci statue, a dieci scultori diversi. Ognuno di loro, pur rispettando rigorosamente i parametri richiesti, farebbe un'opera d'arte completamente diversa dall'altra, e non tutte, o addirittura nessuna, potrebbe adattarsi ai gusti o alle esigenze del committente.

     Immaginiamo ora come potrà adattarsi a noi una tavola standard? Se di per se è già difficile realizzare su misura una tavola "custum made" adatta alle nostre specifiche caratteristiche fisiche, atletiche, psicologiche e di livello acquisto, come potremo sperare di trovare in una tavola standard, progettata per un surfista standard, o peggio ancora progettata per uno specifico  campione del mondo (e non un altro campione del mondo, con altre caratteristiche psico-fisiche, il quale non surferebbe mai con la tavola del collega completamente diversa dalla sua, pur magari avendo le stesse misure) le caratteristiche rispondenti al nostro livello surfistico e grado di apprendimento, perfettamente commisurate e rapportate alla nostra struttura psico-fisica? Se fossi in voi io mi porrei la domanda, come appunto mela posi anch'io per tanti anni agli albori del mio periodo di apprendimento.

  

      Essere un buon surfista, o un negoziante ben fornito, non è sufficiente per definirsi esperto competente in materia. Sicuramente esperti lo sono, ma in altre cose, l’uno a surfare splendidamente, e l’altro a vendere alla grande. Ma sono cose diverse, e ad ognuno bisogna rendere merito della propria specialità, non di altre.
 
      Un buon surfista, con molti anni di esperienza, è spesso (ma non sempre) capace di fare alcune valutazioni corrette, ma non è abbastanza. Una tavola può apparire bella, cioè una buona tavola idrodinamicamente parlando e, poi, in acqua non rispondere alle aspettative, o peggio rivelarsi una pessima tavola.

 

     Vista la complessità di una valutazione ottimale, è ovvio che la scelta della tavola normalmente non tiene conto di tutto quanto sopra, ed è appunto per questo motivo che la stragrande maggioranza dei surfisti non surfa con la tavola giusta, o “magica”. Ma è anche vero che non lo sa neppure, perché nessuno gliel'ha spiegato, in quanto pochi sono in grado di farlo correttamente, al di la di spacciarsi per esperti farfugliando cialtronerie e credenze conclamate.  

     Il più delle volte ci si fida di una marca conosciuta, e questo è sicuramente garanzia di buoni materiali e buone linee idrodinamiche. Ma qui si presentano altri due problemi grandi: 

     I "falsi falsi", ed i “falsi autorizzati”. I falsi falsi sono quelle tavole shapate da uno shaper qualunque, il quale illegittimamente applica alle sue tavole  il logo di una marca conosciuta per vendere molte più tavole, ed a prezzi superiori di quelle che venderebbe con il proprio logo sconosciuto.

 

 

 


      I "falsi falsi" provengono dal Sud Africa, dal Brasile, e dai paesi asiatici.

     I falsi autorizzati sono invece quelle tavole prodotte su licenza, da shaper autorizzati dallo shaper famoso. Ad esempio Rusty, Al Merrick, Nev ecc. Questo tipo di tavole è migliore delle precedenti, ma anche queste non sono originali, non sono state shapate dallo shaper famoso di grande abilità, il quale è garanzia di qualità idrodinamica superiore, bensì da shaper qualunque, di abilità inferiore, se pur con licenza. I negozi in giro per il mondo sono stracolmi di questo tipo di tavole false. In Europa, ed in particolare in Italia abbiamo una grandissima presenza di entrambe i due tipi di falsi.

     Se riusciamo ad acquistare una tavola originale di una shaper famoso, abbiamo sicuramente un cavallino di razza. Una buonissima tavola, ma buona per chi e per che cosa? Mi spiego, ogni tavola viene studiata e realizzata in base a cinque cose: struttura fisica e psichica del surfista, livello, tipo di onde, grandezza delle onde. Ebbene, per fare una valutazione corretta, quando acquistiamo una tavola, dobbiamo essere in grado di autoanalizzare le nostre caratteristiche e quelle delle onde che andremo a surfare, e di conoscere perfettamente le regole dell'idrodinamica applicata alla tavola. Ora, supposto di avere questa rara capacità, e disponendo di un negozio fornito di una vastissima scelta di tavole, riusciremmo, con un pizzico di fortuna, a trovare una tavola che "più a meno, nel bene e nel male" si adatta alle nostre esigenze, ma una buona tavola è come un buon abito, quello industrializzato non si adatterà mai al nostro corpo, ed hai nostri movimenti, come quello creato su misura per noi.


     Quand’è che il surfista si accorge che fin’ora ha surfato con la tavola sbagliata? Solo quando ha la fortuna (dopo pochi giorni o, spesso, dopo molti anni di surf) di farsi realizzare una tavola con le precise indicazioni di un Trainer. Ma questa fortuna l’hanno pochi, quelli di mente aperta, che hanno saputo cercare, che hanno saputo leggere e capire, quelli che non si accontentano facilmente del “così fan tutti”. Solo questi trovano quel che cercano, e sono una piccolissima minoranza, quella minoranza ancora capaci di pensare al di fuori dal pensiero comune.

     E la differenza si sente subito, badate bene, non si vede, non è l’occhio a riconoscerla, ma il corpo nel surfarla, sia esso del principiante alle prime armi, sia quello del professionista. Questo tipo di tavola, normalmente, è una tavola magica. Ci permette di fare in breve tempo cose che prima nemmeno sognavamo di poter imparare. Ed apparentemente questa tavola sembra simile a mille altre, come la lampada, quella di Aladino, uguale a tutte le altre, ma l’unica magica.


 
PER APPROFONDIRE LA MATERIA DELL'IDRODINAMICA APPLICATA ALLE TAVOLE
E CONOSCERE I COMPLESSI ELEMENTI CHE CHE NE DETERMINANO LE DIFFERENTI QUALITA'
CHE TI CONSENTIRANNO DI CAPIRE  LE CARATTERISTICHE DI OGNI SINGOLA TAVOLA
VEDI IL 
(disponiblie solo in lingua INGLESE).
 

 

 
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